3.7.06

Taxi a Kabul. Perché dire no a Bersani e Parisi


Il pacchetto Bersani è un’ottima cosa, a prima vista. Ne hanno scritto benissimo, anche distinguendo fra luci e ombre, Nicola Porro sul Giornale, l’editoriale del Foglio, Alberto Mingardi su Libero, Mario Seminerio sul suo blog. Sono le cose che avrebbe dovuto fare il centrodestra, che stanno nei principi e nelle attese suscitate dalla Cdl.
Non sono state fatte perché le pressioni conservatrici sono state fortissime, perché la destra sociale di An è socialista preistorica, perché An nella sua parte postmissina è un aggregato di categorie protette, perché l’Udc ha ramificazioni clientelari, perché Forza Italia non ha mai espresso una sua politica, perché Berlusconi ha dovuto mediare i contrasti piuttosto che governarli. E così provvedimenti liberali, necessari al rilancio della competitività interna e della competizione nel mercato globale sono rimasti nel cassetto, se mai vi sono arrivati, per 5 anni. Il Governo Prodi è dunque riuscito dove la Cdl aveva fallito, nel liberalizzare settori importanti della vita economica. E noi siamo lietissimi che queste misure sulle farmacie, le banche, i notai, i tassì, siano state finalmente prese. Però.
Però non vorremmo che il merito, e i meriti, del provvedimento oscurassero i rischi del gioco politico messo in moto dal Governo.
Primo: si è scelto lo strumento del decreto legge, per evitare il confronto parlamentare. In pratica il CS dopo aver promosso il referendum contro la riforma costituzionale del CD si comporta come se in quel referendum avesse trionfato il SI e l’esecutivo avesse nuovi e effettivi poteri di decisione; ma così non è, e difficilmente tra le materie contenute nel decreto legge si potrebbero riscontrare quei criteri di straordinarietà, necessità e urgenza che sono costituzionalmente imposti per la decretazione d'urgenza. Napolitano lo controfirmerebbe? Se recasse la firma, che so, di Martino, ne dubito molto.
Secondo: il Governo sceglie questa via perché in parlamento una maggioranza trasversale avrebbe inevitabilmente massacrato le misure adottate (non con l’aiuto dei comunisti magari, che sono liberali contro i gruppi sociali avversari, ma di Mastella che mi dite, e di tanti parlamentari che sono i terminali di questa o quella asssociazione?).
Terzo: il decreto è una specie di richiamo per le allodole per tutti i parlamentari del centrodestra che la pensano come noi; difficile sottrarsi alla tentazione di votarlo comunque, in nome degli interessi generali del paese, e di supplire così alle palline nere che saranno depositate da parlamentari della maggioranza.
Quarto: si ricreerà una situazione simile a quella che si va verificando sul rifinanziamento delle missioni miliatari italiane; da un lato un sincero richiamo all’interesse nazionale, dall’altra la speculazione di chi, nell’opposizione, vuole spaccare gli equilibri attuali del CD senza mettere in discussione direttamente Berlusconi e, soprattutto, senza mettersi in discussione.
Quinto: il Governo Prodi, che non ha la maggioranza su nessun provvedimento concreto, ha trovato la formuletta magica per farsi forte della sua debolezza; “agitare prima dell’uso” i vincoli di maggioranza e opposizione e bersi il liquore così shakerato, per giunta ubriacando gli astemi. Botte piena e moglie ubriaca, il sogno di tutti i furfanti.
Dico questo non per diminuire il valore e l’importanza del pacchetto Bersani, né per trovare attenuanti a una CDL che è stata poco liberale e poco liberista, e per questo ha perso il governo. Ma per richiamare noi tutti noi (come Benedetto Della Vedova ha subito fatto, anche in relazione al liberismo selettivo, e forse anche punitivo del centrosinistra, e come tanti nei commenti hanno sottolineato) alla responsabilità di non alimentare con faciloneria, offrendo un aiuto gratuito caso per caso, una politica complessiva che risultasse contrastante con ciò per cui lottiamo. Come si rischia di fare coll’eventuale voto a favore sulle missioni all’estero: benzina ai soldati da un lato e benzina sul fuoco delle polveri in Medio Oriente e in casa di Israele dall’altro.

11 Comments:

Anonymous Marco Bottasso said...

Concordo con l'analisi, ma dispero che una vera rivoluzione liberale sia mai possibile nel nostro Paese. Quindi meglio cominciare ad assestare piccoli colpi alle corporazioni. Chissà magari in una prossima legislatura il CD potrebbe liberalizzare il settore energia, e così nel giro di pochi governi ci ritroveremo in un Paese liberale-liberista-libertario. In ogni caso se il rezzo da pagare per avere i taxi a basso costo è l'abbandono di Israele e del Medio Oriente, meglio i taxi più cari d'Europa!

7:22 PM  
Anonymous eraclito said...

come si direbbe a roma, bersani vuole fare il frocio col culo degli altri...

9:12 PM  
Anonymous inyqua said...

Questo post merita una riflessione...
E comunque le affermazioni di oggi di Mastella mi pare che non possano che darti ragione...

10:59 PM  
Anonymous Astrolabio said...

http://astrolabio.splinder.com/post/8576417/Contropiede+liberista.

qui ho messo per iscritto, cosa un elettore di f.i. corrente r.l. e liberista vorrebbe come reazione della cdl al pacchetto bersani.

12:51 AM  
Anonymous Astrolabio said...

l'elettore sono io ovviamente :-)

12:52 AM  
Blogger Carletto Darwin said...

Diciamo che sulle discussioni di metodo hai in parte ragione.
Però. Però. Mi piacerebbe sapere il tuo modello liberale. Fammi una lista degli ordini e servizi da deregolamentare secondo il tuo punto di vista (chessoio, gli ing., i giornalisti in testa) e poi ridiscutiamone francamente fra 1 anno.
Se il governo Prodi avrà realizzato la lista da te desiderata, diciamo al 75%, allora spero tu ammetta la verità.
E cioè che la CdL ha un grado di liberalismo economico pari allo zero virgola.
E che l'Unione, pur con i suoi acciacchi, è dieci volte meglio. E che quindi andava votata.
Di questo sono sicuro perchè, con tutta la sua fumosità, le deregolamentazioni sono nel programma...

7:38 AM  
Blogger Chris said...

L'Unione è stata intelligente, oltre che coraggiosa nel proporre , in un governo dettato da statalisti, un disegno di legge del genere. L'Unione è stata furba, perchè sa che da qualche parte sfonderà una porta aperta. Come ho scritto anch'io, adesso applaudo, ma le somme le voglio vedere alla fine. Di certo è un disegno a metà, usato per ottener consensi dall'altra parte, dato che la maggioranza fa fatica. Non riconoscere però , che il pachetto Bersani, non è del tutto negativo, sarebbe intelletualmente scorretto. Sono contento che anche lei lo abbia sottolineato.

12:23 PM  
Blogger Fulvio said...

Chi si occupa di politica con continuità potrà certo dare la dovuta importanza alla valenza "tattica" del pacchetto Bersani. Ma sono commenti per addetti ai lavori. Dal punto di vista dell'elettore medio Prodi in cinque minuti è riuscito a sembrare più liberista di quanto lo sia sembrata FI in cinque anni. Ho usato il verbo sembrare a proposito. Non si può fare la guerra a un provvedimento giusto solo perchè avvantaggia politicamente la parte che lo ha prodotto. Alcuni di questi provvedimenti sono attesi da decenni, dunque che l'opposizione li voti e porti a casa "qualcosa di liberista".

3:22 PM  
Anonymous Carlo said...

Forse proprio il tuo ragionamento conduce a ritenere che il pacchetto Bersani sia perfino più bello di quanto non appaia a prima vista: non solo inizia a liberalizzare un po' questo Paese, ma potrebbe scomporre questi due poli ridicoli, aggregando attorno a misure liberali quanti vogliono abolire gli albi, portare sul mercato i servizi pubblici, e via dicendo.
Insomma, lasciate che i liberali del Polo votino le misure liberali dell'Unione (prima che la marea dei Pecoraricani, dei Dipietri e dei Rosibindi non prenda il sopravvento...).

12:30 AM  
Anonymous Anonimo said...

Mi sembra che il titolo non coincida col contenuto dell'articolo, lo intitolerei "Viva Bersani + fumose argomentazioni contro i proponrnti"

11:40 AM  
Anonymous flo said...

"con l'entrata in vigore del decret on. 223 del 4 luglio 2006, vengono introdotti nuovi adempimenti, per tutti i professionisti, in merito ai movimenti connessi agli incassi e ai pagamenti effettuati nell'esercizio della propria attività professionale. E' infatti OBBLIGATORIO da subito avere un conto corrente bancario specifico sul quale far confluire tutti i movimenti (incassi di parcelle emesse e pagamenti di costi inerenti l'attività) professionali.

Tali disposizioni valgono per ogni movimento superiore o uguale a Euro 100; pertanto, ogni incasso di prestazioni effettuato superiore a 100 euro e ogni pagamento di costi effettuato nell'esercizio dell'attività dovrà passare dal conto corrente bancario e non potrà avvenire per contanti".

Risultato: ogni professionista dovrà aprire un ulteriore conto corrente, da riservare all'attività. E le correlative spese di gestione/apertura chi le paga, Bersani & Co.?

Ad ogni modo, ancora una volta, le banche ringraziano. Alla faccia della manovra pro-consumatori!

6:26 PM  

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