9.1.06

"Prodi e Pannella? Neanche un Pacs li unirebbe"

Intervista di Girolamo Fragalà a Marco Taradash, da Il Secolo dell'8 gennaio 2006, p. 4

A dirla come Pier Francesco Pingitore, più che porte chiuse i Radicali stanno avendo "torte in faccia" dal centrosinistra. Nonostante le (poche) dichiarazioni di facciata, le prime settimane di matrimonio hanno riservato brutte sorprese: nessun fiore, nemmeno un regaluccio sotto l'albero di Natale, un pensierino gentile. Solo indifferenza. E nei corridoi della politica, qualcuno maligna che le carte siano già nelle mani degli avvocati per un divorzio lampo. "Leggo la situazione dall'esterno e quindi valuto in manierea indiretta", ci tiene a puntualizzare Marco Taradash, uno dei " dissidenti" eccelenti che hanno preferito non farsi incantare dalle sirene dell'Unione.
Che cosa sta accadendo?
"Quel che è sempre accaduto: c'è una formazione che punta su un programma politico e viene emarginata da chi pensa alla conquista del potere.
Ai radicali non è concesso neppure di partecipare ai vertici della coalizione..
Ancora più grave è il fatto che i Radicali si siano uniti con lo Sdi...e Boselli, in passato, era sempre stato presente alle riunioni dei piani alti. Se uno più uno fa due, significa che c'è una totale preclusione sulla linea politica.
Romano Prodi non si comporta meglio, alle richieste di Marco Pannella risponde sempre a mezza bocca, come nel caso dei Pacs..
Ha timore della reazione degli alleati e delle gerarchie ecclesiastiche e quindi si muove con estrema prudenza. Personalmente ho aderito alla manifestazione promossa da Cecchi Paone e dall'Arcigay per rilanciare il tema perché ritengo che la regolarizzazíone sia un fattore di civiltà.
Nella Cdl, però, in tanti sono contrari...
Certo, ma in una condizione diversa: Berlusconi l'ha detto chiaro e tondo, i Pacs esulano dal programma e quindi ognuno agisce secondo le proprie convinzioni.
Difficile, se non incompatibile, è anche il rapporto dei Radicati con i singoli partiti del centrosinistra. Proviamo a disegnare un panorama partendo dalla Margherita.

Ci sarebbe da sorridere. Quasiasi cosa dica Pannella c'è Rutelti che dice l'opposto. La verità è che la Margherita, con i Radicali, non si unirebbe neppure coi Pacs.

E Clemente Mastella?

Ha trovato in Pannella uno spunto quotidiano di presenza politica. È un gioco delle parti, che, in fondo, giova a entrambi.

Quanto a Pdci e Verdi...
Qui il conflitto è a livello di allarme rosso. La posizione no-global è inconciliabile con quella dei Radicali. E visto che la politica intemazionale è un tema fondamentale, mi è incomprensibile il motivo dell'alleanza con l'Unione.
Passiamo ai Ds. Solo una parte della Quercia è soddisfatta dell'accordo con Pannella. Ma sulla questione morale cominciano i primi segnali di attrito...

Premetto di non condividere Capezzone sul "ben vengano le intercettazioni e
le inchieste giudiziarie". ll problema dei Ds è politíco, è di una questione morale mai chiarita fino in fondo sui finanziamenti. Rivendicano I'etica berlingueriana ma era il Pci ad avvalersi di mediazioni con l'Est europeo e con le cooperative, era il Pci a finanziarsi attraverso rubli e dollari. Non è una novità...
E allora?

Ora siamo in una fase nuova di cui non si conoscono i retroscena e su questo i Ds non dicono una parola chiara perché da noi c'è ancora I'idea del denaro come sterco del diavolo. ll sistema delle Coop è fittizio, fassullo, sono imprese che lavorano sul mercato con determinati vantaggi.
E Rifondazione?
E' l'opposto della cultura radicale. Bertinotti sostiene che i cinesi commettono
le stesse porcheríe degli Stati Uniti e dell'Europa, che a Pechíno c'è libertà religiosa. È un partito che si definisce comunista. Pannella parla di cultura liberale...

Tiriamo le somme...

Se si guarda alla sostanza, tra Radicali e Unione è buio totale.
E il centrodestra?

Condivido la lotta al relativismo. Ma va fatta attraverso valori universali, non assoluti..

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ma...
più che unione la chiamerei dis...unione

10:42 AM  

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