11.4.07

Abu Omar. Quanta confusione. Ma il governo B. ci ha messo del suo.


Quanta confusione. L’unica cosa chiara l’ha scritta l’Avvocatura dello Stato nel suo ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro il rinvio a giudizio dell’ex direttore del Sismi Nicola Pollari. Dove si descrive “il sensibile danno” recato dall’inchiesta dei magistrati milanesi sul sequestro Cia del presunto terrorista Abu Omar “all’immagine del governo italiano, soprattutto nella delicatissima e vitale materia della collaborazione fra Stati nel campo dell’antiterrorismo”. E si sostiene che “la divulgazione dei risultati istruttori espone i Servizi italiani al rischio concreto di ‘ostracismo informativo’ da parte degli omologhi stranieri”, anche perché i Pm milanesi hanno avuto “un atteggiamento che appare teso, costi quel che costi, all’apprendimento di notizie coperte dal segreto di Stato”.
Il segreto di Stato, ecco il punto. Il governo Berlusconi l’aveva apposto oppure no? Secondo noi avrebbe dovuto farlo, perché quello della collaborazione fra intelligence alleate nella lotta al terrorismo è uno dei pochissimi casi in cui è effettivamente giustificato. Ma il ministro Di Pietro oggi dice che Milano ha agito “dopo aver chiesto se quelle indagini potevano essere svolte e dopo che nessuno aveva opposto il veto. Perche' la verita' sul segreto di Stato bisogna dirla tutta: non esiste alcun atto scritto di apposizione del segreto”.
Se Di Pietro ha ragione bisogna riconoscere che il Governo di allora si è mosso con ingenuità o superficialità. Invece di giurare e spergiurare di nulla sapere e nulla pensare prima attraverso il ministro dei rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi (gennaio 2004) poi attraverso una nota di Palazzo Chigi (11 maggio 2006) subito seguita da un’analoga assicurazione del ministro della Difesa Antonio Martino che il 12 maggio ribadisce "l'assoluta estraneità del Governo e del Sismi rispetto al sequestro di Abu Omar, rapimento che non coinvolge ad alcun titolo nè l'esecutivo nè il Servizio, nè direttamente nè indirettamente”, il Governo avrebbe dovuto fare rivendicare il suo ruolo in un’operazione volta a scongiurare nuovi attentati terroristici islamici contro l’Europa o gli Usa. Magari, secondo la prassi britannica, trincerandosi dietro un no comment e, secondo quella nostrana, dietro il segreto di Stato. L’unica cosa che non doveva consentire era di lasciare mano libera a dei magistrati che sono riusciti perfino a intercettare le telefonate fra il capo dei servizi segreti e i suoi più stretti collaboratori. Trasformando, come spesso capita da noi, una cosa molto seria in una farsa all’italiana.

2 Comments:

Anonymous luisellaR said...

Quoto. Carina anche la vignetta. E' tua?

6:28 PM  
Anonymous KrilliX said...

meravigliosa la foto

7:00 PM  

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