11.11.05

Grande coalizione o grande demoralizzazione?

La grande coalizione è per definizione un governo adatto a una situazione di emergenza. Può risultare necessaria ma non può durare a lungo visto che è difficile pensare a un sistema democratico privo di una opposizione effettiva. Può darsi che l’Italia si trovi in futuro a fare i conti con questa eventualità, certo, ma indicare la grande coalizione come panacea dei mali politici nazionali ha poco costrutto. Ce lo insegnano le storie antiche e recenti non solo dell’Italia ma anche della Germania o di Israele.
La grande coalizione può essere, e ovunque è stata, un rimedio transitorio, una breve o lunga sospensione del normale respiro istituzionale, in vista di qualcos’altro. Questo è punto: chi oggi ipotizza la grande coalizione dovrebbe anche fornire qualche indizio su come andrà a finire. Si torna alla proporzionale pura, si va al vero maggioritario, si rifonda la Dc dei due forni o cos’altro?
Se non viene indicata alcuna prospettiva il grande dibattito sulla grande coalizione non avrà altro esito che una ulteriore demoralizzazione delle forze e degli elettori potenziali del Centrodestra. Perché una cosa è certa: se mai Berlusconi vincerà le prossime elezioni, a sinistra cadrà immediatamente la saracinesca su qualsiasi ipotesi di accordo. Mentre la condizione e premessa della grande coalizione è una sola: la vittoria di Prodi e del Centrosinistra.

1 Comments:

Anonymous aa said...

Follini ha fatto come nei film USA nei quali, il fratello "bastardo dentro" fa arrivare amici gli nazi al party organizzato di nascosto dal fratello per poi dire, quando tornano i genitori: "ho cercato di evitare il disastro, ma non ci sono riuscito". E quindi prendersi ancora i ringraziamenti dai genitori.

saluti, aa.

7:13 PM  

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